Il corpo fluido (un altro tipo di light-painting)

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Nella storia della fotografia sono stati innumerevoli i grandi fotografi che hanno studiato il mosso creativo e in particolare il movimento generato dal corpo umano. Nella storia primordiale del light painting, in particolare, è stato proprio lo studio del movimento umano a motivare l’uso delle prime luce per tracciarne i movimenti mediante la fotografia ( storia del light painting ).

Il light painting ha fatto delle luci e del loro movimento una vera e propria arte e al giorno d’oggi esistono fotocamere digitali con diversi tipi di funzioni che permettono di registrare i movimenti (delle nuvole, delle stelle, ad esempio) in modo creativo trasformando una lunga esposizione nella registrazione di scie di luce riflessa, non solo delle scie di sorgenti luminose. Una di queste funzioni è stata introdotta dalla Olympus e si chiama live composite (il live composite). La grande utilità di questa funzione è quella di scattare esposizioni anche molto lunghe (come ad esempio quelle richieste nelle star trail) in una unica posa (senza quindi bisogno di dover comporre centinaia di scatti nella foto finale davanti ad un computer) e in qualunque condizione di luce ambiente (purché permetta esposizioni di almeno mezzo secondo). Ma il nostro interesse per questa funzione va oltre la sua utilità e riguarda le possibilità creative che questa funzione offre.

Il modo in cui la funzione live composite registra la luce permette infatti di dare quasi una forma tridimensionale e materica al mosso tradizionale, esaltando le scie che qualunque corpo illuminato produce su uno sfondo scuro.

Abbiamo quindi provato a capire fin dove potevamo lasciarci trasportare da un espediente tecnico per comporre qualcosa di particolarmente espressivo. Un lavoro come quello presentato qui non può prescindere dalla disponibilità di un modello d’eccezione il cui contributo è stato fondamentale per la riuscita del set fotografico. Abbiamo infatti avuto l’onore di collaborare con il fotografo, non che interprete e autore di danza e teatro, noto nell’ambito della fotografia istantanea soprattutto per i suoi autoritratti polaroid, Stefano Questorio. L’abilità di Stefano è stata non solo quella di saper dare la giusta fluidità ai propri movimenti, ma soprattutto quella di sentire il giusto ritmo ed entrare in sintonia con gli elementi tecnici coinvolti.

Noi di Lightpainting Bologna siamo molto soddisfatti dei risultati di questa nuova collaborazione tutta Bolognese e speriamo che possa essere di ispirazione per chi si occupa di lightpainting, aprendo, chissà, una nuova frontiera stilistica nel lightpainting digitale.

Credits:

Model: Stefano Questorio

Project: Felicita Russo

Photography: Felicita Russo, Viola Corinaldesi e Stefano Questorio.

Location and lights: Viola Corinaldesi.

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